Molte banche, attraverso la pubblicità, l’attività di intermediari, riviste rivolte a professionisti e gli stessi sportelli stanno spingendo molto sui mutui con il cosiddetto CAP, cioè mutui a tasso variabile che hanno un tetto massimo di interesse al di sopra del quale non può andare il tasso d’interesse.
Per mutui di durata breve o che, comunque, si prevede di poter rimborsare (in tutto o in parte, senza alcuna penalizzazione come dice la legge) tale mutuo assolutamente non conviene per le seguenti ragioni:
- questo mutuo prevede, in sede di stipula e con costi a carico del mutuatario (cioè del richiedente il mutuo) un polizza assicurativa di costo elevato a garanzia del tetto massimo raggiungibile il che fa lievitare enormemente il tasso d’interesse che si crede di pagare;
- all’inizio del mutuo la rata che si paga è tutta interessi e pochissimo capitale per cui è conveniente, specie, all’inizio avere tassi bassi (quindi il variabile) e chiedere mutui con la clausola della rinegoziazione, in caso di aumento dei tassi (ma ci vorranno anni prima che il tasso variabile possa avvicinarsi a ciò che oggi viene offerto come fisso) conviene effettuare versamenti parziali che vanno a ridurre totalmente la quota capitale abbattendo quindi la rata;
Meglio trattare sullo spread (attraverso convenzioni che esistono a tutti i livelli) che ci si porterà dietro per tutto il contratto che farsi abbagliare da inutili tassi d’interesse iniziali, chiedete sempre i tassi a regime, il TAEG del mutuo e l’indice sintetico dei costi (ISC), quest’ultimo rappresenta il vero discriminante per valutare i differenti mutui.
La nostra società è in grado di consigliarVi ed indirizzarVi verso la migliore scelta del mutuo tenendo conto della tipologia del mutuo e dopo aver effettuato uno esatta diagnosi, insieme a Voi, delle reali esigenze e possibilità.


